Report 7 febbraio 2023

 

Questa sera erano presenti: Libera, Vittorio, Guido, Maria , Bruno, Ezio, Maria Vittoria, Eleonora e Ottavio.

Come lieta introduzione alla serata di poesia, Maria Vittoria ha offerto delle squisite pastine per ringraziare i tanti poeti che le sono stati vicini durante l’intervento di cataratta della passata settimana. Scherzando arriva a dire che purtroppo la sua vista è diventata così buona da vedersi brutta e vecchia.

Comincia Eleonora rileggendo “sentono le donne”, una poesia nata una settimana fa come risposta ad alcune considerazioni poetiche fatte da Vittorio.

Segue Libera che legge una poesia di Ottavio presente nell’antologia “Sorrisi di Trieste” e accolta con sorrisi.

Vittorio presenta “Radunarsi insieme” facendo poi un escurso critico sulla situazione sociale del nostro tempo, suggerendo soluzioni drastiche per migliorare il mondo.

Guido con “Affinché”, una poesia breve ma incisiva che spazia nel mondo del sociale.

Bruno esprime il suo sentire a memoria con “Il bambino si asciugò le lacrime”, una serie di sfaccettature da osservare e che interessano i ragazzi delle scuole. (Questo scritto era stato elaborato da Bruno in collaborazione con Gabriella al tempo dello Zyp).

Prende la parola Ezio con una poesia , direi metafisica, “Lo specchio” che fa dello specchio e la sua memoria l’alter ego di se stesso.

Maria Vittoria, presenta la sua piece “Può succedere” che scivola indietro nella memoria, ai tempi della guerra mondiale, quando si trovò di fronte ai soldati tedeschi, che prima minacciarono e poi uno di loro l’accarezzava e le asciugava le lacrime, ritrovando forse in lei la sua figlioletta lontana.

Mariolina legge “Un re rimasto solo” dal libro di Gabriella “Lasciami danzare” ed è un piacere sentir rivivere la poesia di Gabriella.

Ottavio presenta “Sulla pietra che ti copre”, una poesia che ricorda il padre e la “non relazione” fra padre e figlio lungo il percorso della vita e che trova soluzione sulla tomba del padre quando, diventato vecchio, scopre la sua intima vicinanza.

Nel secondo giro di poesie, parte Libera con un proprio scritto: tocca l’olocausto e molte immagini tragiche del passato.

Segue Vittorio con “Ma come freme?”, che ci presenta due innamorati che si baciano passeggiando per strada, incuranti di tutto.

Poi Eleonora con “Tempo di gratitudine”, quasi considerazioni filosofiche sulla vita che scorre.

Ezio legge “Maschere di carnevale” e i suoi versi si posano sui risvolti tristi e lieti del nostro andare.

Guido con “Un tuffo nel blu” fa nostra una poesia breve ma intensa che tutti ci avvicina.

Mariolina ci legge ancora una poesia di Gabriella, “Quel Dio che ci conduce”

Ottavio per finire legge una poesia “giovanile”, dove l’amore è vissuto a distanza e per questo doloroso da vivere.

Ottavio Gruber