Report 6 dicembre 2022

 

Presenti Ottavio, Mark, Maria, Bruno, Carlo, Cinzia, Maria Vittoria, Anna

 

Mark: traduzione di un sonetto di Keats “appena letto l’Omero di Chapmen” – Verso l’approdo dedicato a Gabriella: ti cerco Trieste nel tuo tramonto…anima amara

Maria: legge di Lasciami danzare di Gabriella Valera Come pellegrina – e Un po’ di luce…vita assaporata di tanto in tanto

Bruno: Sull’orlo di una resa totale…qualcosa mi trattiene gente aperta e coraggiosa nonostante la nebbia…non ne posso più …folla imbronciata – poesia forse di Buttafava Passa il fiume…descrizione di un corteo funebre, l’avvenimento più naturale e inevitabile tra tanti che seguono il carro  solo il morto è sereno.

Carlo: poesia scritta dalla figlia ritrovata dopo diciassette anni Il cassetto: amore rinchiuso nel cassetto…l’amore segregato nel mio cuore la sua casa ha ritrovato – Disabilità…braccia pendolano, dal bastone attingi forza…a stento arranchi

Cinzia: ricordo di Oscar bella la tua nuova poesia…efferato delitto…lama infilzata costata attrito di penna su un foglio ancora bianco…lungo il sentiero di una storia che lenisce un poco – Ambientazione teatrale Dietro le quinte… spiraglio…colto a piedi scalzi senza la maschera…mi è scesa una lacrima.

Anna: legge un ricordo infantile nella notte di san Nicolò in dialetto – mai smettere di sognare

Maria Vittoria: in dialetto un ricordo d’infanzia Braghe sbregà quando si raccoglievano in ginocchio i ravoni, (barbabietole da zucchero) e si metteva una pezza sotto le ginocchia per non rovinare i pantaloni. E confronta la sua giovinezza con quella di oggi che non sa. – Pedagogia d’amore ricorda gli insegnamenti della nonna:mai alzare il braccio per colpire, altrimenti l’angelo custode che ti accompagna te lo tiene così alzato in modo che tutti vedano la tua vergogna..

Ottavio: versi dedicata a Gabriella quella volta a Padova:Mano nella mano…parole vestite di saggezza…ci accompagnava una luna amica…il tuo sorriso beato veleggia verso l’approdo – una poesia dedicata agli esuli costretti ad abbandonare la loro terra: esuli sparpaiai pal mondo, sensa radise.

 

Anna Piccioni