Sarà presentato martedì 21 giugno, alle 18, presso la Casa della Musica (via dei Capitelli 3) il testo teatrale in un unico atto “Ciò che non capimmo”, di Fabrizio Stefanini. Lo scritto fa riferimento ad alcuni fatti realmente accaduti ad un fotografo polacco internato ad Auschwitz, scomparso da alcuni anni, che ha raccontato in un’intervista alla TV polacca la sua storia (Wilhelm Brasse, Photographer, 3444, Auschwitz (1940-1945), Sussex Academic Press, 2012). Due scrittori italiani hanno poi raccontato narrativamente la sua vicenda (Luca Crippa – Maurizio Onnis, Il fotografo di Auschwitz, Piemme, 2013). Il titolo dell’opera nata dalla penna di Stefanini, “Ciò che non capimmo”, riflette il carattere assolutamente tragico dello sterminio nazista e la difficoltà di “comprenderlo” su molti piani. Nel rifarsi a vicende reali l’atto unico che sarà proposto, con l’introduzione critica della prof.ssa Gabriella Valera e la lettura a leggio affidata all’interpretazione di Sergio Jannitti e Michela Cembran, crea un contesto narrativo che cerca d’integrare con l’immaginazione accadimenti storici e personali ambientati ad Auschwitz, straordinariamente tragici e quindi difficilmente comprensibili. L’appuntamento è frutto della collaborazione delle associazioni Poesia e Solidarietà e La Macchina del Testo e della Casa della Musica.