Bellissima la “Festa delle Culture a Trieste” del 28 agosto.

Nell’ex Lavatoio San Giacomo gentilmente messo a disposizione da Fabiano che ha rinunciato al suo giorno libero per aiutarci a organizzare gli spazi e i mezzi tenici, si sono alternate testmonianze diverse da culture diverse: Slovenia (Elena Cercvenic e Gabriella Valera) , Albania (Raimonda Popai), Italia (con il bellissimo ironico-drammatico collage poetico-musicale di Roberto Marzano, e la poesia di Raffaela Ruju) Romania con le canzoni della dolcissima Beatrice Iemendii e la sua sorellina, Germania (Ilona Grsser, dello Schiller Verein di Trieste), Istria (Ottavio Gruber e Rosanna Turcinovic), Bulgaria (con una rflessione di Lilia Radoeva Destradi), Argentina, con l’intervento del “tango illegal” con Alessia Favretto su  fisarmonica suonata da Silvano Vidmar che è più volte intervenutocon la sua maestria.

Alla fine con il pubblico per gustare insieme ciò che ognuno aveva portato con sé.

Sono state semplicemente ore di amicizia e di condivisone di pensieri con riflessioni su che cosa sia la poesia, nei suoi contenuti e nelle sue forme, quanto i suoi linguaggi siano propri e quanto condividano con i linguaggi diversi dell’arte o persino della scinza nelle sue tensoni più fortemente creative.

Grazie a tutti i partecipanti e a tutto il pubblico presente. Una “festa delle culture a Trieste” non potrà mai essere un Festival, anche se raggiungerà un formato diverso e più esteso di quello  sinora utilizzato; dovrà conservare la sua forza comunicativa che non può essere ridotta alla performance e all’applauso, dovrà sempre accompagnarsi di parola riflessiva e del pensare insieme.